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Vintage Fair…OH NO! IT SNOWS!!

E lo so, eravate tutte pronte a sfoggiare la vostra mise vintage per strappare il premio alle altre partecipanti…e invece dovrete aspettare…L’appuntamento dalle Orfane 30, che vi avevo annunciato in nel post Vintage Fair è rimandato,  causa neve su Torino…

Ecco il comunicato ufficiale:

OH NO! IT SNOWS!!

A causa della copiosa nevicata e delle temperature gelide previste per il weekend, siamo spiacenti di annunciare che il party inaugurale del VINTAGE FAIR è ufficialmente RIMANDATO alla prossima settimana.

INAUGUREREMO dunque SABATO 11 FEBBRAIO 2012.

Ci scusiamo ancora per il disagio, ma per garantire a tutte voi di poter partecipare alla festa siamo costrette a spostare l’evento. Le pellicce anni Cinquanta purtroppo non sono sufficienti a fronteggiare quest’ondata di freddo!

Sperando che settimana prossima il tempo si ristabilizzi, continueremo comunque con i suggerimenti per il look vintage. Almeno, ci sarà più tempo per prepararsi l’outfit!

Beh sarà il caso di riappendere momentaneamente l’abito prescelto al chiodo..no al chiodo forse non è il caso…va beh, riponiamolo con cura nei nostri armadi e teniamolo pronto per sabato prossimo!

Vintage Fair: moda d’antan a Torino

Il negozio Orfane 30 di Torino torna a deliziarci con un evento che entusiasmerà le appassionate di vintage e non solo.

Chiunque apprezzi  il fascino sofisticato della moda d’altri tempi non potrà resistere dinanzi alla prospettiva di evento il cui titolo  è già  carico di promesse: Vintage Fair,  a partire dal 4 febbraio, in via delle Orfane 30 a Torino, ovviamente..

 

Per due settimane si potranno ammirare e acquistare abiti e accessori che sono stati selezionati con cura attingendo agli archivi della boutique,  una selezione particolarissima e ricercata,  per chi va alla ricerca di un capo d’ispirazione Anno’20, per chi ha sempre sognato un’allure sixties senza mai trovare il capo giusto, o per chi, semplicemente,  ha voglia di rinnovare il proprio look attingendo al gusto retrò delle dive del passato.

Legata all’evento Vintage Fair, una iniziativa che trovo fantastica  è quella del blog, Pensiero Rumoroso, che ripercorre attraverso dei post dedicati,  i decenni della moda, a partire dagli Anni ’20, sino ad arrivare agli Anni’80.

 

Ho sempre cercato materiale sull’argomento senza mai riuscire appieno nell’impresa, spesso non mi è chiaro in cosa le mise Anni ’30 differissero da quelli Anni ’50, e da cosa certi cambiamenti fossero provocati. Bene,  sul blog potrò soddisfare queste mie curiosità. La descrizione dei diversi tagli degli abiti, i cenni storici e le implicazioni sociologiche, un pò di storia del costume unita ai suggerimenti per ricreare uno stile d’ispirazione d’antan, rendono il blog  davvero interessante oltre che istruttivo, quasi fosse una piccola enciclopedia dello stile, accompagnata da bellissime immagini d’epoca e ritratti di dive indimenticabili come Marlene Dietrich.

Ecco il comunicato ufficiale:

Lo stile senza tempo è fatto di impeccabile sartorialità e sapienza estetica.
OrfaneTrenta rispolvera i suoi armadi e riporta alla luce tutto lo splendore e il gusto del tempo che fu: la piccola e selezionata collezione di abiti e accessori vintage, solo capi qualitativamente ricercati e dal design tipico e retrò, che riporteranno in auge la lady che c’è in ognuna di voi.

Vintage Fair, due settimane di moda d’antan, l’inaugurazione Sabato 4 Febbraio dove tutte siete invitate a partecipare.  
Il dress code: Vintage Lady. Partecipate al nostro party vestite e accessoriate come le donne di una volta, scegliete voi se esser flapper girls o power suited women!
Sul nostro blog Pensiero Rumoroso, da Sabato 28 Gennaio, vi accompagneremo ogni giorno con suggerimenti e ispirazioni, dedicando un post per ogni decennio di stile, partendo dagli anni Venti sino agli anni Ottanta. Per chi avesse dubbi o chi desiderasse suggestioni, per arrivare preparate al 4 Febbraio, giorno in cui verrà eletta Miss Vintage Lady, colei con l’abbigliamento più adatto e particolare, che potrà vincere un premio speciale da parte dell’Atelier OrfaneTrenta.

 

Appuntamento allora per il 4 Febbraio dalle Orfane, e vinca la Vintage Lady migliore..!

Un pomeriggio con Emma T

Di Emma Travet   avevo scritto circa due anni fa, in concomitanza con l’uscita del suo romanzo d’esordio “Voglio scrivere per Vanity Fair”, un racconto divertente, appassionante, in cui tante di noi si erano  riconosciute e dal quale avevano tratto forza e coraggio necessari ad inseguire i proprio sogni..
A distanza di qualche anno, Emma T, la nostra “precaria con stile” si prepara ad entusiasmarci nuovamente con un nuovo romanzo, con nuove avventure tra sogni e precariato..forse….questo è ciò che immagino, ma dovrò attendere per scoprirlo!

In attesa di soddisfare la mia curiosità sulle avventure della cara Emma T e sulle evoluzioni nella sua vita professionale e non , mi accontenterò di un evento che potrei  definire un piccolo anticipo del secondo romanzo…

Ecco il comunicato ufficiale dell’evento:

Martedì 24 gennaio 2012

Ore 18,00- 20,00

la Biblioteca Internazionale Edisu (via Sant’Ottavio 12, TORINO)

in collaborazione con Giuseppina Sansone (Image Consultant e Personal Shopper, progetto Fashionista)

presenta il

READING

“Voglio scrivere per Vanity Fair”

con Emma Travet

(verrà letto per l’occasione il primo capitolo del seguito):

conduce Simonetta Rho (giornalista Rai ed esperta di moda)

voce di Lia Bianco

musica di Fernando Cosiansi

voce Evelin Ambrosino
allestimento di Giuseppina Sansone

Si ringrazia Diego Pellegrini per l’ottima organizzazione dell’evento

P.S. Verrà regalata la emmat bag (con gadget vari) alle giornaliste presenti e a chi acquisterà una copia del romanzo.

Ve la ricordate? Sì, è sempre lei, Emma T (dove la T. sta per Travet, cognome piemontese assai comune, niente a che vedere con Emma Thompson), nata nel 2007 prima su myspace, poi sul blog di style.it per approdare, in carta e ossa nel romanzo “Voglio scrivere per Vanity Fair”, pubblicato nel 2009. All’epoca aveva ventisei anni, abitava in Italia, nella ridente cittadina, una città di provincia toccata dalla crisi dell’auto, vicino a Torino, dov’è nato uno dei primi locali gay d’Europa. Di lavoro faceva la giornalista pubblicista, quasi giornalmente sfruttata dal suo capo, Mr Vintage (“non perché sia cool, ma perché indossa solo capi datati che odorano di naftalina, come il suo pensiero”). Alzarsi al mattino e rinchiudersi tutti i giorni (sabato mattina compreso) in una redazione locale non era il massimo. Sarebbe stato meglio scrivere per Vanity Fair, al quale inviava, un curriculum a settimana. Nel frattempo continuava a scrivere su “La Voce del Monviso” e sul magazine per i giovani della zona “NEW MAG”.

Sono trascorsi due anni, tanto è cambiato nel mondo, ma per Emmat la situazione è rimasta pressoché uguale, se non fosse che si è avvicinata ai fatidici 30, e quindi altri pensieri affollano la sua testa. Sognatrice ma con i piedi per terra qb (quanto basta), si barcamena nella vita di tutti i giorni con una buona dose di ironia e di inventiva, tra marito ormai consolidato, famiglia, amiche e amici di vecchia data e lavoro ultra-flessibile.

E mentre sforna articoli su fiere paesane e interviste a semi-sconosciuti, continua a rincorrere il grande sogno: scrivere per Vanity Fair. O perlomeno, varcare la soglia dell’ufficio del direttore per fargli sapere che lei esiste, così come la marmellata di fragole e rabarbaro, di Nonna Olga Dionigia- (di cui lui è ghiotto).

In attesa del seguito, prosegue sul web e nella vita reale, la storia di una ragazza normale, come ce ne sono tante, che tra esilaranti avventure e disavventure, con spirito di iniziativa e inguaribile ottimismo, segue le sue aspirazioni. Uno stile fresco e dinamico, quasi un diario in presa diretta, o una sceneggiatura, con immagini e situazioni tratte dalla vita di tutti i giorni, viste attraverso gli occhi di chi si definisce “precaria, sì, ma con stile”.

www.emmatravet.it

Emma Travet, che è uno pseudonimo nonché una dichiarazione d’intenti, è un progetto complesso. Un esempio di creatività «glocal» ai tempi di internet e della generazione mille euro. Emma, che si chiama Erica Vagliengo, 33 anni, caparbio segno del Capricorno, incarna perfettamente il prototipo del lavoratore d’inizio Duemila, precario per scelta di libertà, non solo per contingenza” ALESSANDRA COMAZZI- La Stampa

L’autrice:

Erica Vagliengo (Pinerolo,1977).

Giornalista pubblicista, capo redattrice del mensile free press Lookout magazine, collabora anche con Oggi7 (il settimanale di Americaoggi www.americaoggi.info) ed il sito di donnareporter.com.

Adora lasciare tracce su internet, prendere appunti sul Moleskine, la torta Zurigo, il panettone Galup, collezionare borsette (meglio se trovate nei mercatini delle pulci), l’arte contemporanea, abiti e accessori second hand, New York, il caffè macchiato (rigorosamente italiano).

Da piccola si sentiva un mix tra Mary Poppins e Virginia Woolf. Ora che è diventata grande ha scritto un romanzo “Voglio scrivere per Vanity Fair” (ed.Memori) con lo pseudonimo di Emma Travet e sogna presto di regalarsi una Pekaboo color ginger.

Ha lanciato, nel 2007, su internet il progetto emmat: innovativo esempio di self marketing legato al romanzo, che ha come protagonista la sua alter ego ed è supportato da una serie di partecipazioni a mostre, eventi vari e interviste in radio e tv. Senza dimenticare l’originale progetto grafico e di merchandising ispirato agli accessori che la protagonista cerca, acquista, e indossa, facendoli diventare parte attiva delle sue avventure: un’intera collezione di spille, specchietti da borsetta, burrocacao, portachiavi, venduti, in passato, direttamente sul web. Gli adesivi (o sticker) di Emma Travet, invece, sono stati fotografati dai suoi fan nei luoghi più impensati del pianeta per poi essere pubblicati periodicamente su facebook.

In attesa di “Voglio scrivere per Vanity Fair 2”, al quale sta lavorando la sua autrice, le avventure di Madamin Travet proseguono sul blog emmatvanity.style.it diventato ormai un seguitissimo fenomeno sul web (e non solo) E, novità, è stata pubblicata, da poco, la versione in american-english del romanzo (tradotto da Rossella Frigerio) su AMAZON.COM.

ph: Angela Grossi

Illustrazione: Gioia Corazza

e-mail: emmat_vanity@hotmail.com

facebook: emma travet

friendfeed.com/emmatvanity

www.emmatravet.it

Versace for H&M: immagini da Torino..una settimana dopo..

 

 

 

 

 

 

A distanza di una settimana, scusatemi..non riesco mai a darvi notizie fresche….ecco le impressioni della mia prima (e magari non ultima) esperienza  davanti alle vetrine del colosso svedese per una limited collection..

Torino, 17 dicembre 2011, ore 08:20, in Via Roma  davanti ad H&M la fila di gente per l’attesissima collezione Versace  è molto contenuta, niente a che vedere con  Milano dove la gente è accampata dalle 6 del mattino…a Torino nessuno ha voluto  sfidare le temperature polari…

Non era previsto che mi trovassi lì a quell’ora, ma già che c’ero ..perchè no? Decido di fare la fila anche io..Mi metto in coda, e so che dovrò aspettare il turno dei braccialetti viola, alle 10:05, sentendomi anche molto stupida..sono consapevole che non comprerò niente, la collezione non mi piace, i colori non sono molto nel mio stile, il mio budget è destinato ad altro, ma voglio vivere questa esperienza..da quando sono a Torino forse è la prima volta che lo store di via Roma viene rifornito di una limitatissima collezione, quindi il mio spirito da blogger mi fa resistere..al freddo, alla noia, alla sete.

Tante ragazze, tante signore ben vestite, ma incredibilmente anche tanti ragazzi, ad aspettare l’apertura delle porte più frementi delle loro amiche,  sanno già perfettamente cosa comprare.

Mi fa tenerezza vedere il banchetto con i generi di prima necessità per la colazione, è un gesto gentile, non ci sono bibite calde e sarebbero andate a ruba visto il freddo intenso… anche le facce dei bodyguard all’ingresso che ci osservano increduli, sono tenere, sembrano pensare “queste in coda sono proprio sceme….”..

Ma la cosa più tenera in assoluto è un papà in coda con me dalle 8:20, è elegante e paziente, non borbotta e non si lamenta, è solo preoccupato. La figlia la sera prima gli ha fatto l’elenco delle cose da comprare, e se quando arrivasse il suo turno fossero già terminate…eh beh, allora si che sarebbero guai..Penso a questa ragazza che magari in quel momento è a scuola, e si chiede cosa troverà sul suo letto quando tornerà a casa, il suo papà le avrà trovato tutte le cosine richieste…? chissà che emozione vedere la sua stanza invasa da sacchetti in stampa maculata…

Alle 10:05 entro finalmente insieme ad altre dieci ragazze munite di apposito braccialetto, viola, non lo dimenticherò…

Nel corner dedicato alla collezione ci accoglie una commessa gentilissima e munita di cestino per contenere gli abiti che vorremmo provare in camerino, tempo per scegliere 10 minuti, a me ne bastano 5, non mi piace niente tranne il golfino a stampa tropical, perchè è di una lana morbidissima e perchè sotto un tailleur nero starà bene, ha una scollatura sobria, un triplo filo di perle finte e sarà perfetto. La commessa è quasi dispiaciuta che non mi piaccia  nulla, cerca di convincermi a provare qualcosa di più, magari un accessorio..forse il collarino con la testa di cane tutto placcato in oro e molto molto sadomaso…?

No, direi che il maglioncino va più che bene….Il resto è decisamente troppo..troppo Versace style…troppo rock, troppo fluo, troppo anni ’80.

Esco alle 10.30 con il mio  golfino e un libro delle edizioni Taschen sui 100 designer contemporanei, una gruccia in velluto nero con logo Versace, un bellissimo sacchetto che conserverò come reliqua per i prossimi anni e due porta abiti maculati in verde e blu che contengono rispettivamente il golfino e il libro.

Per concludere, le collaborazioni tra H&M e gli stilisti piu famosi possono dare vita a collezioni che si rivelano poi  di nostro gusto o meno, possono vuotare le nostre tasche o lasciarci indifferenti, ma creano comunque l’evento insolito e divertente al quale, per una volta, è bello prendere parte, e a parte il freddo..mi sono divertita..

E adesso aspettiamo Tom Ford…..ma dubito lo porteranno anche a Torino..mi toccherà accamparmi a Milano?

 

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